La parola dell’esilio

Autore e lettori nelle opere di Dante in esilio

Sabrina Ferrara

 

La strategia di comunicazione organizzata da Dante durante il suo esilio è l’oggetto, relativamente inespolorato fino ad oggi, di questo studio. Si tratta di una strategia evolutiva che tiene conto tanto del lettore a cui Dante aspira a rivolgersi quanto della figura autoriale, costantemente adattata alle circostanze biografiche e ai nuovi moventi della scrittura. Per ricostruirsi come individuo e come scrittore,  l’esule fiorentino manovra la propria parola in modo da farle assumere una valenza esegetica in grado di orientare a vari livello di senso la lettura de suoi scritti. Il lettore è così costretto a seguire una direzione ermeneutica costantemente « sorevegliata » da volontari e consapevoli indicatori interni, presidsposti in modo ceh proprio attraverso di essi l’autore si costruisca a livello umano e riconfiguri il proprio posizionamento letterario e morale di exul immeritus.

 

Sabrina Ferrara est maitre de conférence à l’Université François Rabelais de Tours et au Centre d’Etudes Supérieures de la Renaissance de Tours. Specialiste de litterature medievale et humaniste, elle s’occupe surtout de textes latins, principalement de genre bucolique et epistulaire. Ses recherches se concentrent surtout sur Cino da Pistoia et la poesie politique, Dante, Boccace et le premier humanisme florentin. Elle a co-publiée, en 2015, le livre Boccace, entre Moyen Age et Renaissance. Les tensions d’un écrivain.

 

 

Il est disponible on line, au lien suivant, son article sur la construction de l' »exul » dans les Epitres de Dante:

D’un banissement subi à un exil revendiqué

 

En bas la table des matières du livre La parola dell’esilio:

Sabrina Ferrara: la parola dell’esilio